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Lo stress nei gatti

Un gruppo di veterinari comportamentalisti  dell’Università Autonoma di Barcellona ha pubblicato un nuovo studio sullo stress nei gatti. Questi ricercatori sostengono che i nostri amici a quattro zampe potrebbero risentire talmente di questo fattore tanto da risultare più esposti anche all’insorgenza di malattie.

La principale fonte di stress

La principale fonte di stress per un gatto sono i cambiamenti nelle sue abitudini: per motivi che ancora ci sfuggono, i gatti mal sopportano le variazioni nella loro vita quotidiana. A volte, questa insofferenza dà origine ad uno stato di ansia e di tensione emotiva che si manifesta con sintomi inconfondibili, come strapparsi il pelo o leccarsi furiosamente. Questo stato emotivo influenza il comportamento degli animali che circondano il soggetto stressato.

Come comunicano tra loro

I feromoni

Gli animali, infatti, comunicano tra loro attraverso la vista, con i versi, con posizioni particolari del corpo, con gli odori o feromoni. I feromoni sono sostanze chimiche di origine biologica, composti principalmente da acidi grassi. Vengono prodotti all’interno del corpo e secrete all’esterno da ghiandole speciali, oppure unite ad altri fluidi corporei come l’urina. Sono segnali chimici che animali della stessa specie inviano e ricevono e che influiscono sul loro comportamento sociale e riproduttivo. Vengono liberati nell’ambiente costantemente oppure in situazioni e in luoghi specifici.

L’organo vomeronasale

I gatti captano i feromoni mediante un organo di senso specifico che si trova nel palato, detto organo vomeronasale. Le ghiandole che producono feromoni si trovano in diverse zone del muso, come le guance, il mento, le labbra e i baffi. Il gatto marca i punti preferiti del suo territorio strusciando il muso contro di essi. Così facendo deposita un feromone che lo aiuta a tranquillizzarsi e a catalogare tale ambiente come “conosciuto” e “sicuro”. In questo modo può distinguere ciò che conosce da ciò che non conosce o che deve evitare.


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